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Apparire o essere? Il vero dilemma dell’Occidente

Oggi, lo storico dilemma Shakespeariano potrebbe meglio esprimersi così: Apparire o Essere?

Apparire significa mostrarsi per come gli altri ci vogliono, invece che per come siamo davvero. Significa adattarsi alla massa perché le pecore nere sono mal viste. Apparire nel senso di mettere una maschera e nascondere ciò che veramente siamo.

Perché lo facciamo?

Semplice, per essere più facilmente accettati. L’essere umano è un essere sociale e ha bisogno di essere integrato in un gruppo che lo accetti.

Quando siamo disposti a tradire ciò che siamo, la nostra vera natura, per paura di non essere accettati… paghiamo un prezzo altissimo.

Per fare un esempio eclatante, penso a tutte le persone omosessuali che fingono di essere eterosessuali. Ma possiamo anche stare nel più piccolo, per esempio ogni volta che ci fermiamo a parlare con una persona che non sopportiamo. Oppure quando sosteniamo le tesi e le idee degli altri anche se la pensiamo diversamente.

Ogni volta che accettiamo di metterci in ombra per assecondare e apparire diversi da come siamo, ci facciamo del male.

Come fare?

E’ vero che la massa non gradisce le pecore nere. Ma sapete perché? Perché una persona forte, che non perde tempo a dover compiacere, ma va per la sua strada ed è felice, in realtà fa paura. Fa paura e invidia.

Affermare pienamente se stessi è qualcosa che ognuno di noi vorrebbe fare, ma in molto pochi ci riescono.

I percorsi di psicoterapia aiutano anche in questo, a liberarsi dai vincoli con cui ci costringiamo ad apparire ed iniziare ad essere davvero come siamo.

E se così come siamo agli altri non piace, evidentemente possiamo fare a meno di quelle persone.

Sarà sicuramente doloroso, ma alla fine esisteranno altrettante persone che potranno accettarci per quello che siamo davvero. Quelle sono le uniche persone che contano.

Chi non sa apprezzarti per come sei davvero, non ti merita.

“Sin da quando siamo nati, ci hanno insegnato che apparire è più importante che essere.
E a questo dogma terribile abbiamo sacrificato il nostro corpo,
incaricandolo di rappresentare quello che propriamente non siamo,
o addirittura abbiamo evitato di sapere.”
(U. Galimberti)

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